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Eros e Psyche
La nuda realtà
Tracce sui mattoni
 

 

                         
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BIOS & BIA

Erano strane macchine, assemblate come quei pupazzi di legno che servono ai bambini per esercitarsi a riorganizzare le membra sparpagliate di uno smontaggio strategicamente educativo.
Gli "smalti" e la luminosità di superfici, perimetrale con la precisione che fa brillare gli oggetti del desiderio in vetrina, dove intervengono soprattutto le astuzie espositive e la persuasione reclamizzata, erano, per il fruitore, calamite attrattive: che c'era di male a lasciarsi conquistare da un armamentario così innocente?
Anche agli adulti piacciono i giocattoli, specie se......                

      continua               di Angelo Calabrese

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Un programma sui lavori degli studenti

Napoli - All'Accademia delle Belle Arti è tempo di xilografia s'è aperta (e durerà fino al 16 dicembre) una mostra che presenta una selezione di circa 35 opere realizzate dalla studentessa Maria Sabetti nell'anno accademico 2002/03. La giovane artista realizza, attraverso le stampe, un viaggio fantastico nella storia della sua vita. Come netla lavagna che accompagnava la sua infanzia e i segni bianchi del gesso rendevano visibili scritture, numerazioni e scarabocchi liberatori, così oggi i segni bianchì animano l'oscurità del nero. Questa mostra è parte dì un programma di allestimenti espositivi, curati dagli studenti con il coordinamento dei due docenti, Filomena Stelitano e Ada Patrìzia Rorillo. Sono esposte stampe xilografiche realizzate secondo le tecniche tradizionali con matrici di materiali sperimentali, quali il MDF. Questi risultati sono stati raggiunti applicando ulteriormente le sperimentazioni tecniche e i metodi già in uso nelle attività didattiche.

 


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Da zero
La mostra di Maria Sabetti, dedicata alle tecniche xilografìche, costituita da una
selezione di opere realizzate dall'artista, nell'anno accademico 2002/03.
In questa occasione sono esposte circa 35 xilografie.
La giovane artista realizza, attraverso le sue stampe, un viaggio fantastico che raccorda il proprio vissuto memoriale alla sua proiezione immaginativa attuale. Come nella lavagna che accompagnava la sua infanzia i segni bianchi del gesso rendevano visibili scritture, numerazioni e scarabocchi liberatori, così oggi i segni bianchi animano la compatta oscurità del nero inchiostrante. Nelle sue matrici i solchi incisi si articolano in felici flussi fantastici. Questi innumerevoli segni bianchi sconfìggono così, con l'energia della fantasia, il nero delle lavagne evocate. L'artista bambina ci conduce, come in un gioco, in volo attraverso i suoi universi narrativi. I suoi sogni incìsi, in bilico fra serenità e spavento, sono desideri di felicità.
Questa mostra si inquadra in un programma di diversi allestimenti espositivi, curati dagli
studenti, con il coordinamento dei due docenti. Si consolida ulteriormente la collaborazione con la Cattedra di Storia dell'Arte della Professoressa Ada Patrizia Fiorillo, alla quale sono affidate la supervisione critica e la
redazione dei testi nei cataloghi in preparazione.


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Ci troviamo, ad un anno dalla mostra alla Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Scafati, ad un nuovo appuntamento con il corso di tecniche dell'incisione dell'Accademia di Belle Arti di Napoli guidato dai proff. Maria Rosaria Perrella e Aniello Scotto. L'occasione, questa volta, è data dalla inaugurazione di una raccolta di incisioni, un archivio permanente che conserva il meglio del­l'attività didattica della scuola degli ultimi tre anni. L'intento è di continuare nel tempo a sele­zionare e raccogliere i lavori più significativi della numerosa e qualificata produzione che caratterizza l'attività del laboratorio dove si spe­rimentano linguaggi e tecniche con uno sguar­do alla tradizione ed uno alla sperimentazione. Le opere, corredate da brevi schede, saranno sempre a disposizione dei visitatori e testimonie­ranno l'evolversi del percorso di ciascun allievo e della vita della scuola.
In nuce quindi un Gabinetto delle Stampe che tutti ci auguriamo possa crescere nel tempo divenendo sia testimonianza di un rinnovato interesse da parte delle nuove generazioni sia promotore di una riscoperta da parte di un pub­blico per molti anni disattento.

                                                                                                     Gabriella Spizzuoco